Il tema fondamentale dell'opera è l'amore per Laura. L'intero sonetto può essere definito un'allegoria della navigazione per indicare la travagliata vita del poeta. Infatti la vita del poeta si svolge nelle condizioni più difficili come può essere per una nave, viaggiare in piena notte, nella tempesta, in inverno e in un luogo particolarmente difficile da attraversare.
Il Canzoniere è un opera in volgare composta da 366 di cui 263 scritte prima della morte di Laura e 103 dopo la morte. L'amore non corrisposto per Laura, incontrata per la prima volta il 6 aprile 1327, è il fulcro della vita spirituale del Petrarca; il poeta credeva infatti che, sulla base dei propri studi sui classici, tutto divenisse spontaneamente letteratura. Da tale sostrato letterario (sai spiegare cosa significa?) ha origine la grande poesia petrarchesca. Tutta l'opera di Petrarca è caratterizzata dalla debolezza delle decisioni interiori che l'uomo deve prendere, cosciente di se stesso e del mondo. Nella poesia del Petrarca la descrizione dei sentimenti trova riscontro o contrapposizione nel paesaggio (sai spiegarlo?).
Laura è la donna a cui il poeta rende omaggio e costituisce il fulcro ideale intorno al quale si dispone la vita sentimentale del poeta. L'immagine di Laura è probabilmente quella di una cantatrice attiva in Veneto nella seconda metà del XIV secolo. ????? La seconda parte del Canzoniere si chiude con la canzone Alla Vergine, nella quale il poeta implora perdono ed esprime un intenso desiderio di superare ogni conflitto, di trovare finalmente la pace. E "pace" è appunto l'ultima, emblematica parola della canzone, la parola che chiude e suggella il libro. Si tratta di un'autobiografia spirituale del poeta, come le Condizioni di sant'Agostino , scrittore e teologo che fu modello spirituale e religioso per Petrarca.
Il Canzoniere si divide fra "rime in vita" e "rime in morte" di Laura


ANALISI E COMMENTO DI UN TESTO POETICO

VOI CH’ASCOLTATE IN RIME SPARESE IL SUONO

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,
del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

PARAFRASI

Presso di voi che ascoltate le poesie con rime staccate tra loro il suono di quei sospiri d’amore di cui io nutrivo il mio animo, al tempo del mio primo traviamento giovanile, quando in parte ero un uomo diverso da quello che sono ora, (presso di voi che scoltate il suono) dei diversi stili, in cui io piango e mi esprimo fra le inutili speranze e l’inutile dolore, se c’è qualcuno che sappia per esperienza che cos’è l’amore, spero di trovare presso di lui compassione e perdono.
Ma ora mi accorgo chiaramente come per tutto il popolo sono stato per molto tempo oggetto di dicerie, motivo per cui spesso ho vergogna di me stesso dentro di me; e la vergogna è il risultato del mio vaneggiare, e il pentimento e il sapere con chiarezza che tutto ciò che riguarda la vita terrena è di breve durata.



ANALISI
Il tema principale è l’amore che non è fonte di beatitudine e il giudizio del poeta è estrettamente negativo. Nella poesia Petrarca ha una concezione dell’amore terrena.



COMPRENZIONE COMLPESSIVA
FIGURE RETORICHE:

Enjambement: suono/di quei sospiri (primi versi)
Metafore: favola fui (v.10), vergogna è il frutto (v. 20)
Anafora: “di...di” (v.1e5)
Campo semantico
parle chiavi:
“Voi che ascoltate in rime sparse il suono”: titolo della poeia è la prima frase di essa.
Indica a chi è destinata la poesia e crea la situazione iniziale.

Livello metrico
Rime: ABBA/ABBA/ADE/FDEF ed è un sonetto.

Livello strutturale
Il testo è lineare, il tema si sviluppa in maniera lineare e ordinata ????

Commento personale
Questa poesia mi è piacciuta molto perché secondo me coinvolge tutti. Il titolo della poesia è attirante è molto interessante.


SOLO ET PENSOSO I PIÙ DESERTI CAMPI



Solo et pensoso i più deserti campi

vo mesurando a passi tardi et lenti,

et gli occhi porto per fuggire intenti

ove vestigio human la rena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi

dal manifesto accorger de le genti,

perché negli atti d’alegrezza spenti

di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge

et fiumi et selve sappian di che tempre

sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge

cercar non so, ch’Amor non venga sempre

ragionando con meco, et io co·llui.


PARAFRASI:
Solo e pensieroso percorro a passo lento i più deserti campi e tengo gli occhi attenti affinché io possa fuggire i luoghi segnati da piede umano. Non trovo altro riparo per salvarmi dal fatto che la gente comprende …. perché negli atti privi di allegria si legge esteriormente come io dentro ardo; tanto che io credo ormai che sia i monti, le pianure, i fiumi e i boschi sappiano di che tenore sia la mia vita, che è nascosta agli altri. Ma tuttavia non so cercare vie così impervie e solitarie che Amore non venga sempre a parlare con me ed io con lui.

STRUTTURA METRICA:
In questa sonetto di Francesco Petrarca possiamo trovare vario tipo di figure retoriche che sono:

  • METAFORA: v.2; v.8: “vo mesurando”;”com’io dentro avampi”;
  • ANAFORE: vv. 12-13: “Ma pur sì aspre vie né sì selvagge/cercar non so;
  • ALITTERAZIONE: v.1: “Solo et pensoso i più deserti campi” (sillaba “so” con maggior forza sulla “s”); Altre allitterazioni possono essere considerate i gruppi consonantici “mp” o “nt”;
  • Sono presenti diversi enjambements. indicali precisamente

Il livello metrico del sonetto è : ABBA ABBA CDE CDE.



Solo et pensoso i più deserti campi di F. Petrarca
Il sonetto descrive la sofferenza del poeta il quale sfugge al contatto degli altri esseri viventi e va peregrinando in solitudine in una natura deserta e malinconica sanza tuttavia riuscire a sottrarsi alla presenza oscillante dell'amore.Possiamo dire che nella poesia sono presenti 3 “protagonisti”: Il poeta, logorato da una sofferenza amorosa che si manifesta nei suoi gesti (l'andare “solo et pensoso” e “…gli atti della giovinezza spenti”. La natura che non viene descritta nella sua realtà oggettiva ma riflette lo stato d'animo del poeta, i luoghi che il poeta va percorrendo sono indicati con un plurale generico che dà l'idea di un paesaggio indeterminato e illimitato caratterizzato da dalla solitudine e dalla malinconia (campi, monti, pioggia, fiumi, selve, vie). Come tutte le altre poesie lette fin ora anche questa questa poesia è basata sull’amore che fa soffrire la persona da esso colpita.


questa analisi mi sembra il prodotto di un copia-incolla


COMMENTO PERSONALE
Il sonetto è molto interessante e mi è anche piacciuto. Oltre al tema amore, il poeta ci evidenzia il concetto di solitudine.

Le parti evidenziate in giallo e in rosso contengono errori ortografici o sintattici o impresizioni espressive .
L’analisi è frutto di un evidente copia-incolla: devi rifarla con le tue parole.
Ho riportato il testo con la correzione anche nel wiki.
.
Correzione
VOI CH’ASCOLTATE IN RIME SPARESE IL SUONO
Il poeta si volge al passato e considera l'esperienza amorosa che ha occupato un lungo periodo della sua vita e la produzione poetica che è stato il futuro. Il poeta considera la sua passione d'amore come un errore perchè ha generato preima le speranze e poi i dolori e tutto ciò eè stato un disperdersi tra cose vane. Il poeta si considera come un altro uomo da quello che era, ha superato l'erore.