''Francisci Petrarchae laureati poetae Rerum vulgarium fragmenta'' è uno scritto di petrarca composto da 366 componimenti poetici ed è diviso in due parti:

"in vita" e "in morte di Madonna Laura".

L'opera narra di un'amore che Petrarca prova verso Laura, una donna reale o un'idea, un qualcosa che lo lega al mondo terreno. Nasce così questo dissidio, questo continuo malessere interiore che gli fa perdere la ragione. Nel Medioevo si credeva fortemente che la vera vita fosse quella ''ultra terrena'' e che la vita fosse solo un momento di passaggio. Egli quindi ha questo malessere interiore, perché l'amore gli fa perdere la ragione, distaccandolo così da Dio e da quello che c'è dopo la vita.

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono A

di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core B

in sul mio primo giovenile errore B

quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono, A

del vario stile in ch’io piango e ragiono A

fra le vane speranze e ‘l van dolore, B

ove sia chi per prova intenda amore, B

spero trovar pietà, nonché perdono. A

Ma ben veggio or sì come al popol tutto D

favola fui gran tempo, onde sovente E

di me medesmo meco mi vergogno; F

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto, D

e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente E

che quanto piace al mondo è breve sogno. F

Parafrasi:

Presso di voi che ascoltate le poesie, di quei sospiri d’amore di cui io nutrivo il mio animo, al tempo del mio primo traviamento giovanile, quando in parte ero un uomo diverso da quello che sono ora, dei diversi stili, in cui io piango e mi esprimo fra le inutili speranze e l’inutile dolore, se c’è qualcuno che sappia per esperienza che cos’è l’amore, spero di trovare presso di lui compassione e perdono. Ma ora mi accorgo chiaramente come per tutto il popolo sono stato per molto tempo oggetto di dicerie, motivo per cui spesso ho vergogna di me stesso dentro di me; e la vergogna è il risultato del mio vaneggiare, e il pentimento e il sapere con chiarezza che tutto ciò che riguarda la vita terrena è di breve durata.

Comprenzione complessiva

- Figure retoriche:

Enjambement: : suono / di quei sospiri (verso 1-2)

Metafore: favola fui (v. 10)

vergogna è il frutto (v. 12)

Anafora: “di…di” (v. 1 e 5)

- Campo semantico:

*parole chiave

‘’Voi che ascoltate in rime sparse il suono’’: titolo della poesia e prima frase di essa stessa. Indica a chi è volta la poesia e crea la situazione iniziale.

Altre parole importanti sono amore, dolore ed errore, che servono a descrivere il sentimento di pentimento che lo scrittore prova.

*tema principale: il poeta canta il suo amore, inappagato e tormentato, per Laura. Esso prova quindi uno struggente sentimento: da una parte si lega all’amore per le cose materiali, ma è subito tormentato dal pensiero religioso, che le ripudia.

Livello fonico e ritmico

* è un sonetto composto da periodi lunghi, frasi lente e non semplicissime da comprendere. (il suo è un pubblico infatti di intellettuali)il tema è evidente e l’immagine che egli da è quella di una linea del tempo, il cui inizio narra della sua giovinezza e andando avanti si legge della sua crescita fino al ‘’presente’’

Livello metrico

Rime: ABBA/ABBA/DEF/DEF

Tipo componimento: sonetto

Livello strutturale

Il testo è lineare, poiché il tema si sviluppa in maniera lineare e ordinata.

Commento personale

Questa poesia mi piace molto perchè, in un modo o nell’altro, coinvolge tutti. Ognuno è tormentato da qualche errore o da qualche situazione, e chiunque può provare vergogna, imbarazzo e pentimento sulla propria ‘’vita terrena’’. Chiunque ha rimorsi o rimpianti amorosi, e la nostra vita è un continuo vaneggiare.