Analisi poesia “Solo et pensoso i più deserti campi”


Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human la rena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:
sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so, ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co·llui.



1. Parafrasi:


Solo e pensieroso percorro a passo lento i più deserti campi e tengo gli occhi attenti affinché io possa fuggire i luoghi segnati da piede umano. Non trovo altro riparo per salvarmi dal fatto che la gente comprende …., perché negli atti privi di allegria si legge esteriormente come io dentro ardo; tanto che io credo ormai che sia i monti, le pianure, i fiumi e i boschi sappiano di che tenore sia la mia vita, che è nascosta agli altri. ma tuttavia non so cercare vie così impervie e solitarie che Amore non venga sempre a parlare con me ed io con lui.


2. Livello tematico:

  1. Figure retoriche: metafore (v.2; v.8), allitterazioni(v.1), sono presenti gli enjambement. spiega!
  2. Campo semantico:

3. Livello fonico-ritmico:


È un sonetto che ha periodi semplici ma lunghi. Il messaggio è di facile comprensione.


4. Livello metrico:


È un sonetto (14 endecassilabi raggruppati in due quartine e due terzine).

Rima: ABBA-ABBA-CDE-CDE (incrociata nelle quartine e ripetuta nelle terzine).


5. Messaggio:


Lui cerca di nascondere questo disagio che prova, ma vanamente perché questo disagio interno è visibile da tutti.