La Divina Commedia

Il Purgatorio

V cornice – incontro con Stazio




avari e prodighi

Sono coloro che scontano la loro pena nella V Cornice del Purgatorio.
Sono colpevoli di eccessivo attaccamento ai beni terreni, sia nel senso dell'avarizia sia in quello opposto della generosità (sono gli unici peccatori del Purgatorio a scontare nella stessa Cornice peccati opposti, parallelamente agli avari e prodighi del IV Cerchio dell'Inferno).
La pena è identica per entrambe le schiere di penitenti e consiste nell'essere legati e stesi sul pavimento roccioso della Cornice, con le spalle rivolte al cielo e il volto a terra, così come in vita furono rivolti ai beni materiali.
Dante include tra questi penitenti papa Adriano V, e il re di Francia Ugo Capeto, entrambi fra gli avari, e il poeta latino Stazio (Canti XXI-XXII), posto fra i prodighi.


V cornice
Dopo l'ingresso nella Cornice e l'incontro con papa Adriano V, Dante sente l' anima di Ugo Capeto dichiarare gli esempi di povertà e liberalità, (ovvero quelli di Maria che partorì Gesù in una stalla, del console romano Fabrizio Luscinio che respinse i doni dei Sanniti e di san Niccolò, che donò a tre ragazze povere il denaro sufficiente per sposarsi onestamente e non essere costrette a prostituirsi).
Prima di lasciare la Cornice, Dante e Virgilio sentono un tremendo terremoto che scuote la montagna del Purgatorio, mentre tutte le anime intonano l'inno Gloria in excelsis Deo: poco dopo appare loro l'anima di Stazio.


L'incontro con Stazio
Publio Papinio Stazio fu un poeta latino vissuto nell'età dei Flavi (45-96 d.C.). Era originario di Napoli e figlio di un grammatico e maestro di retorica; venuto presto a Roma, partecipò alle gare poetiche in uso a quel tempo e divenne uno dei più attivi poeti alla corte dell'imperatore Domiziano.

Nel 94, per ragioni di salute, tornò a Napoli dove rimase sino alla morte.
Dante lo introduce nel Canto XXI del Purgatorio, fra i penitenti che scontano il peccato di prodigalità nella V Cornice.
All'inizio del XXI canto è Stazio a presentarsi a Dante e a Virgilio, senza rivelare inizialmente il proprio nome e spiegando la ragione del terremoto (è il segno che un'anima ha completato il suo percorso di purificazione e può accedere al Paradiso Terrestre).
Stazio spiega anche che il Purgatorio è immune dai fenomeni atmosferici terrestri, tra i quali si pensava rientrassero anche i terremoti.
Egli è rimasto più di cinquecento anni nella V Cornice, finché ha completato l'espiazione e la giustizia divina gli ha consentito di abbandonare la sua pena.
Nel Canto XXII Stazio spiega che ha peccato di prodigalità perchè si era convertito al Cristianesimo leggendo un brano di Virgilio.
Stazio era dunque cristiano, ma per timore delle persecuzioni di Domiziano lo tenne nascosto e per ciò ha scontato la pena nella IV Cornice, fra gli accidiosi.

Stazio accompagnerà i due viaggiatori nel loro successivo percorso.
I tre poeti giungeranno insieme al Paradiso Terrestre, dove Dante incontrerà Matelda.
Dopo la venuta di Beatrice e la scomparsa di Virgilio, Stazio sarà ancora insieme a Dante durante la processione simbolica, quindi accompagnerà Dante nelle acque dell'Eunoè per il rito che precederà la sua ascesa in Paradiso insieme a Beatrice.
Attraverso questo personaggio Dante svolge un ampio discorso intorno alla poesia e alla sua altissima funzione, civile e spirituale: Stazio è divenuto poeta grazie all'esempio di Virgilio, leggendo le sue opere si è dapprima pentito dei suoi peccati e in seguito convertito al Cristianesimo, quindi la poesia è stata per lui fonte di salvezza.