Accademia della Crusca


L'Accademia della Crusca, o anche solo la Crusca, è un'istituzione italiana frequentata da studiosi ed
sperti di linguistica e filologia della lingua italiana. Rappresenta la più prestigiosa istituzione linguistica
d'Italia. È nata tra il 1570 e il 1580 a Firenze come informale gruppo di amici (la "brigata dei crusconi")
dediti, in contrapposizione alla pedanteria dell'Accademia fiorentina , a discorsi giocosi (le "cruscate").
L'Accademia fu costituita ufficialmente il 25 marzo 1585, con una cerimonia inaugurale ì che seguiva di due
anni il periodo in cui i suoi membri iniziarono a pensare alla possibilità di organizzarsi intorno ad uno
statuto (adunanza del 25 gennaio 1583).
La Crusca è la più antica accademia linguistica del mondo e ha sempre cercato di tenere “pura” la lingua
italiana originale, pubblicando già nel 1612, la prima edizione del Vocabolario della lingua italiana.
I suoi fondatori, la brigata dei crusconi, costituivano una sorta di circolo i cui soci – poeti, letterati,
uomini di diritto – erano soliti radunarsi in allegre occasioni conviviali, durante le quali recitavano per
gioco cruscate, ossia discorsi dallo stile giocoso e scherzoso, senza capo né coda. I crusconi
combattevano contro la pedanteria classicista anche con l'umorismo, la satira, e l'ironia, senza che
questo compromettesse l'intenzione primaria del gruppo, prettamente letteraria, ed esplicata spesso in
dispute letterarie di alto livello.
I fondatori della Crusca si identificano tradizionalmente in: Giovan Battista Deti, il Sollo; Anton
Francesco Grazzini, il Lasca; Bernardo Canigiani, il Gramolato; Bernardo Zanchini, il Macerato; Bastiano
de' Rossi, l'Inferigno, cui si aggiunse nell'ottobre 1582 Lionardo Salviati, l’Infarinato (1540-1589). Sotto
la spinta e con il determinante contributo di quest'ultimo, finalmente, a partire dal 1583, l'Accademia
prende nuova forma, indirizzandosi coerentemente al fine che gli Accademici si proponevano: mostrare
e conservare la bellezza del volgare fiorentino, modellato sugli autori del Trecen
to. L'Accademia,
dunque, abbandona l'impronta ludica e giocosa, per sposare il ruolo normativo che da quel momento in
poi avrebbe assunto. Anche il significato del termine cambiò: gli Accademici della Crusca lavorarono per
distinguere la parte buona e pura della lingua (la farina) dalla parte cattiva ed impura (appunto, la
crusca).
Il simbolo dell’Accademia è il "frullone" che serviva per separare la farina dalla crusca, e come motto
l'accademia utilizza il verso del Petrarca "Il più bel fior ne coglie".
L'Accademia ricevette per ò anche delle critiche.
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